La medicina di genere studia come le differenze biologiche, ormonali, genetiche e socio-culturali tra uomini e donne influenzino la salute, la diagnosi e le terapie.
Anche in oncologia queste differenze sono significative: nel cancro al seno, in particolare, il genere incide sulla diagnosi, sulla risposta ai trattamenti e sull’impatto psicologico della malattia.
Aspetti principali

Oncologia e genere – Foto di Pexels da Pixabay
- Incidenza. Il cancro della mammella è molto più frequente nelle donne: colpisce circa un uomo ogni cento donne, rappresenta circa l’1% dei casi totali. Negli uomini la consapevolezza della malattia è scarsa: i sintomi vengono spesso ignorati o sottovalutati, e questo porta a una diagnosi in stadi più avanzati.
- Fattori di rischio. Nelle donne, i fattori di rischio includono ormoni, età, storia familiare, mutazioni genetiche (es. BRCA1 e BRCA2), menarca precoce, menopausa tardiva e uso di terapie ormonali. Negli uomini troviamo invece mutazioni genetiche, malattie del fegato (che alterano i livelli ormonali), ginecomastia, esposizione a radiazioni ionizzanti e alcune sindromi genetiche (come la sindrome di Klinefelter).
- Sintomatologia. I sintomi sono gli stessi per entrambi i generi: i più comuni includono presenza di noduli, cambiamenti nella forma o dimensione del seno, secrezioni anomale dal capezzolo e cambiamenti della pelle (arrossamento e retrazione). Come già detto l’uomo spesso ignora o sottovaluta i sintomi e tale atteggiamento favorisce il progredire della malattia.
- Diagnostica. Gli esami sono gli stessi: mammografia, ecografia e agobiopsia. Campagne di sensibilizzazione e programmi di screening dedicate alle donne permettono diagnosi spesso precoci. Per gli uomini la diagnosi avviene solo in seguito a sintomi e segni molto evidenti.
- Biologia del tumore. Le donne sviluppano una maggiore varietà di sottotipi molecolari, inclusi i tumori ormono-dipendenti e quelli HER2-positivi. Negli uomini, i tumori sono più spesso ormono-dipendenti, con risposte talvolta diverse alle terapie rispetto a quelle osservate nelle donne.
- Terapie. Le strategie terapeutiche (chirurgia, radioterapia, chemioterapia, ormonoterapia, immunoterapia) sono sostanzialmente simili. Tuttavia, il genere può influenzare la risposta ai trattamenti e la tolleranza agli effetti collaterali.
Negli uomini, ad esempio, il Tamoxifene è frequentemente utilizzato per la prevalenza di tumori ER-positivi, ma può causare effetti collaterali specifici come perdita di libido o ginecomastia. - Impatto psico-sociale. Nelle donne, la perdita del seno può avere un profondo impatto psicologico legato all’identità femminile e alla percezione di sé. Negli uomini, invece, il cancro al seno è spesso vissuto con maggiore isolamento e imbarazzo, poiché percepito come una “malattia femminile”. Questo sottolinea l’importanza di un supporto psicologico adeguato e sensibile alle differenze di genere.
- Ricerca. La ricerca sul cancro della mammella è tuttora prevalentemente orientata verso la popolazione femminile. Promuovere studi specifici anche sull’uomo è essenziale per migliorare diagnosi, trattamenti e qualità di vita.
Oncologia e genere – Conclusione
La medicina di genere in oncologia mostra che, sebbene il cancro della mammella presenti molte analogie biologiche tra i sessi, le differenze di incidenza, percezione, diagnosi e risposta terapeutica richiedono approcci personalizzati.
Migliorare la consapevolezza, favorire la diagnosi precoce anche negli uomini e sostenere la ricerca dedicata sono passi fondamentali verso una medicina più equa.
Riconoscere la differenza è il primo passo per curare meglio tutti.
Nella mia esperienza di senologo, ho spesso osservato come negli uomini il ritardo diagnostico dipenda più dalla scarsa informazione che dalla biologia.