Con il termine PREVENZIONE in generale, e mammaria in particolare, si intende l’insieme delle azioni volte ad anticipare l’insorgere di un determinato tipo di patologia, o a curarne gli effetti oppure a limitarne i danni.
Il 9% circa della popolazione italiana è obesa, 20 milioni di nostri connazionali sono in sovrappeso, oltre il 20% fuma.
Obesità, sovrappeso, alcol e fumo sono i principali fattori di rischio che possono essere rimossi adottando corretti stili di vita, portando così una riduzione significativa dell’incidenza di varie malattie, tra le più diffuse e gravi.
Esistono tre livelli di prevenzione:
- primaria: evita o contrasta l’insorgere di una patologia;
- secondaria: è legata alla diagnosi precoce di una patologia nascente;
- terziaria: cura e riduce i “danni” prodotti da una patologia, limitando le complicazioni.
PREVENZIONE PRIMARIA: L’ATTIVITA’ FISICA.
Innumerevoli studi hanno dimostrato quanto l’esercizio fisico sia importante per il benessere del corpo e della mente. L’uso di automobili, ascensori, scale mobili, televisori, PC, videogiochi ecc ha condotto le nostre abitudini verso un modello di vita sedentario che, come conseguenza, ha comportato un graduale aumento ponderale della popolazione.
Nel corso degli anni la qualità della vita, apparentemente migliorata, è in realtà peggiorata. Dobbiamo quindi cercare di cambiare le nostre abitudini per evitare di incorrere in malattie.
più si cammina meglio è
Muoversi quotidianamente e rimanere socialmente attivi produce effetti positivi sulla salute fisica e psichica della persona. Gli studi scientifici che ne confermano gli effetti benefici sono ormai innumerevoli. Essi mettono in luce che l’attività fisica migliora la tolleranza al glucosio e riduce il rischio di ammalarsi di diabete di tipo 2, inoltre previene l’ipercolesterolemia e l’ipertensione arteriosa. Con una moderata attività (30-40 minuti di camminata al giorno) si diminuisce il rischio di sviluppare malattie cardiache e diversi tumori, come quelli del COLON e del SENO, e si riduce anche il rischio di morte prematura.
Un ampio studio pubblicato sull’European Journal of Preventive Cardiology dimostra che 4.000 passi al giorno allungherebbero la vita, mentre 2337 passi al giorno riducono il rischio di morire per malattie cardiovascolari. https://www.ansa.it//canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2023/08/09/camminare-allunga-la-vita-con-almeno-4.000-passi-al-giorno_0a088bde-509c-4d83-a5b6-5a0a75cbf751.html
L’organismo umano non è nato per l’inattività: il movimento gli è connaturato e una regolare attività fisica, anche di intensità moderata, contribuisce a migliorare tutti gli aspetti della qualità della vita.

PREVENZIONE MAMMARIA SECONDARIA.
Tale tipo di prevenzione si basa sulla scoperta in anticipo, rispetto al rilievo clinicopalpatorio, di un particolare tipo di tumore mammario.
Linee guida americane della NCCN (National Comprehensive Cancer Network) consigliano almeno una visita dal senologo a partire dai 25 anni e l’esecuzione della prima mammografia a partire dai 40.
Rispetto agli europei, gli americani anticipano di qualche anno l’età a cui sottoporre ad accertamenti le donne. Nel corso della prima visita senologica si effettua anche una valutazione del rischio in base a diversi fattori. Tra questi la familiarità riveste un ruolo di primo piano e non solo per il seno ma anche per l’ovaio, la prostata e il pancreas.

Eseguire una mammografia dall’età di 40 anni comporta per la popolazione femminile una mortalità inferiore, che è il parametro più importante con il quale si valuta l’efficacia dello screening.
Lo screening mammografico permette la scoperta di tumori in fase iniziale e una riduzione dei tumori in fase avanzata, metastatica. Alcuni studi affermano che la mortalità per cancro mammario diminuisce, seguendo un corretto screening e pur in presenza di diverse variabili, del 30%.

sottoporre giovani donne a troppe mammografie cosa comporta?
Eseguire tanti esami mammografici in giovane età, quando cioè le mammelle sono in netta prevalenza ghiandolari, produce statisticamente diversi risultati:
- eccesso di falsi allarmi (positivi) che inducono ansia e costi per accertamenti;
- sovradiagnosi, ossia trovare tumori non pericolosi per le donne;
- falsi negativi, poichè un seno giovane è spesso denso e risulta più diffcile da indagare con i raggi X.
In futuro ormai prossimo si dovrebbe superare il concetto di età per lo screening mammografico.
La necessità di eseguire una mammografia potrebbe cioè essere stabilita dalla valutazione di un rischio individuale, attraverso la personalizzazione di un programma di prevenzione mammaria.